LAVORARE SULLA CULTURA ASSICURATIVA
In Italia c’è un forte ritardo nell’adozione, da parte dei cittadini, di soluzioni che li proteggano nei momenti di difficoltà. E oggi, di fronte a una esigenza che cresce in parallelo alla consapevolezza, sono pochi gli strumenti utili a colmare il gap. Confconsumatori si fa portavoce di questa esigenza con azioni concrete che coinvolgono il mondo assicurativo e le istituzioni
👤Autore: Mara Colla, presidente nazionale di Confconsumatori
Non è un mistero che gli italiani facciano più fatica di altri cittadini europei ad attivare polizze assicurative adeguate a proteggerli dai rischi più gravi. Banca d’Italia, Ivass e altre voci autorevoli ci parlano di un Paese “sotto assicurato”, mentre i giornali – giusto poco tempo fa – suggerivano che i nostri concittadini spendono più volentieri in scommesse (100 miliardi di euro all’anno per il gioco d’azzardo) piuttosto che ragionare di rischio biometrico.
A questa situazione contribuiscono essenzialmente tre fattori: i) la convinzione (purtroppo ormai infondata) che il cosiddetto primo pilastro (Inps, Inail, casse di previdenza) sarà sufficiente a tutelare i propri cari in caso di eventi avversi; ii) il sostanziale analfabetismo assicurativo che riguarda trasversalmente tutte le generazioni e iii) il contesto ricco di “trappole” e delusioni in cui si è mosso il consumatore negli ultimi decenni.
Da molti anni, infatti, Confconsumatori denuncia un clima sempre più grave di sfiducia dei cittadini nei confronti del sistema economico del nostro Paese. I fatti di cronaca in materia di risparmio tradito e le truffe (ora sempre più digitali) o anche solo le esperienze negative relative a prodotti inadeguati, contribuiscono ulteriormente ad alimentare la diffidenza del consumatore, che tende così a “far da sé” accantonando i risparmi (quando possibile), contando soprattutto sulla propria liquidità. Sebbene le ultime indagini diano qualche segnale incoraggiante in tema di gestione consapevole del risparmio e previdenza, la pandemia non ha certamente aiutato a migliorare la serenità dei risparmiatori. E non è facile invertire la rotta se consideriamo che l’Italia resta, purtroppo, tra i peggiori in Europa in tema di educazione finanziaria. È da qui che noi vogliamo ripartire: la cultura del consumatore e la centralità dei suoi diritti sono tra gli obiettivi principali per restituire slancio e fiducia al settore economico-assicurativo.
